Impronte digitali

È da quando ho tipo 14 anni che so che una volta che inizio a scrivere poi vado avanti più o meno liscia, ma che mettere la prima frase su carta mi fa perdere ore e litri di sudore di meningi spremute.

Sarà per questo motivo che non sono attiva sui social:

Devi essere incisiva e divertente, e dire pure qualcosa che secondo te vale la pena di essere letto. Capirete che ho anche altre cose da fare nella vita che stare davanti a un cursore lampeggiante, e quindi faccio prima a stare zitta.
Come soluzione a questo problema ogni tanto scrivo su questo blog che sono ancora viva.

Altrimenti chi lo vedrà mai? Insomma non se ne esce.

O sì? È un bel po’ che ci ragiono e ora è gennaio e c’è quell’odore di buoni propositi nell’aria che o mi porterà a iscrivermi in palestra o ad annunciare che

Ho deciso di fare una newsletter

E se ti vuoi iscrivere puoi cliccare questo link. O questo. O questo, è sempre lo stesso link, insomma clicca.

Sarà mensile o poco più (almeno nei progetti), la manderò nell’ultima settimana del mese. Vi racconterò un po’ di aggiornamenti sui miei disegni ma anche di cose belle fatte dagli altri, non vi preoccupate. Ti sei perso il link perché stavi ballando di gioia all’idea di questa favolosa novità? Rieccolo qui!
Odi le newsletter perché ti intasano il poco spazio rimasto nella tua casella di posta? Niente paura, la rimetterò anche qui sul blog, ma devi venire a cercartela da solo, che altrimenti siamo punto da capo.

Vi sento chiedere nelle vostre testoline “ma come farà la gente a sapere che fai ‘sta pagliacciata se non lo posti sui social ogni mese?”. Un problema alla volta. Poi vediamo.

Intanto iscriviti.

fatto! Ci sentiamo martedì 🙂

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Pietre miliari

Avete presente quando vi tenete dentro una bella notizia, assaporando mentalmente il momento in cui la direte a tutti, e poi quando arriva questo momento non sapete come dirla e viene uno schifo? Ecco, mi sento così adesso: sono ore che cerco un inizio a questo post e non trovo le parole.

“la gente” sarebbe mio papà e non me la sento di spezzargli il cuore dicendo che no, non sono incinta, e che invece

ah ah, questo mio papà lo sa già, ma che astuto strategemma ho usato per comunicarlo a voi lettori! Una faina proprio.

Uscirà all’inizio del prossimo anno per Editoriale Scienza, che è una casa editrice che ho stalkerato per anni fino a quando

(almeno credo sia andata così, non siamo andate troppo nel dettaglio).

Il tema che mi hanno proposto è la genetica, ed è il mio primo libro da autrice unica. Fa sorridere solo a digitarlo.

Non racconto la storia (chi vorrà se lo leggerà e io non sono per gli spoiler) ma vi parlo del sottotesto che spero di riuscire a trasmettere e che vuole una breve premessa.

C’è un video, che vi posto qui sotto, che quando ho visto per la prima volta sono scoppiata a piangere di commozione. Forse perché era la prima volta che vedevo un mondo che mi ero sempre immaginata, o forse perché ero in premestruo. Probabilmente per tutt’e due.

Quando faccio divulgazione vorrei ottenere questo effetto (no, non far piangere, cioè magari pure sì, sentitevi liberi): rendere pulsante e concreto un concetto, mostrarne la meraviglia.

La biologia cellulare per me è come guardare dalla serratura di una porta dentro un mondo enorme e dettagliato come un quadro di Brueghel, dove si stanno svolgendo mille storie contemporaneamente e ogni volta puoi seguirne una diversa. Nel libro ovviamente ci concentriamo solo su una di queste, ma ecco, spero si intraveda l’universo che c’è tutto intorno.

Il libro è lunghino, per cui la mia più grande preoc­cupa­zione è stata cercare di rimanere visivamente coerente dall’inizio alla fine. Per cui  ho  studiato  una  strategia:Può andare bene o sarà un Picasso di libro. (Mammagari fosse un Picasso di libro.)
Ieri ho finito il capitolo 4 quindi oggi intacco il prologo! Intanto qui un wippino random:
Uscirà a primavera 2020, ma non serve che ve lo segnate, ve lo ridico a tempo debito 🙂

Lalalosanna

Sull’onda dell’entusiasmo post Losanna avevo iniziato a fare il racconto dettagliato della conferenza.  Tipo come mi ero pianificata i tre giorni laggiù

e delle immani delusioni ricevute in itinere:

Poi ci sono state le vacanze, altre cose da fare, la crisi di governo e ormai è arrivato l’autunno e facciamo che liberi tutti. Se davvero davvero vi interessa: è andata bene! Benissimo! Wo-hoo!

C’è gente che ha twittato cose carine su di me, e qui Diego Ortiz ha fatto un live-twitting del panel, così potete vedere un po’ di slide di tutti. Qui io sto dicendo cose intelligenti, chiaramente:

la foto è di © Henry Kenyon, 2019

Volendo approfondire potete leggere di cosa abbiamo parlato in questi due articoli:

  • Eva Amsen per Forbes.
  • Ayumi Koso (che era anche l’organizzatrice del panel) per.. credo bluebacks pub?

E infine, se siete proprio masochisti, potete ascoltarmi mentre parlo in inglese del mio lavoro con Ayumi per il suo podcast.