Quest’anno l’Italia è stata paese ospite delle olimpiadi femminili della matematica. Qualcuno, come me quando me lo dissero, starà già agitandosi sulla sedia a pensare infastidito: perché delle olimpiadi femminili? Che bisogno c’è di fare categorie di genere in questo ambito?

Il bisogno sembra esserci a livello statistico, perché nelle olimpiadi matematiche senza distinzione di genere le ragazze partecipano pochissimo. Allora forse a fare una chiamata diretta qualcuna può sentirsi più coinvolta, magari scoprendo di avere una passione più forte di quanto non pensasse. Funzionerà? Lo sapremo solo vivendo.

In ogni caso, per questa occasione, Comics&Science ha fatto uscire un nuovo numero che è stato presentato a Firenze, dove si sono tenute le gare:

Dentro un mio fumetto. Mi avevano chiesto di parlare un po’ di queste olimpiadi, di fare una sorta di diario di viaggio. Visto che, secondo me, la cosa importante dell’evento è l’esperienza in sé, ho deciso di parlare di quei momenti camerateschi in mezzo alle gare. E per metterci un gioco in più ho deciso di catapultare nel mondo reale 5 persone realmente esistite ai giorni nostri. 4 sono nomi illustri della matematica: Emmy Noether, Sofia Kovalevskaja, Ada Lovelace e Ipazia, accompagnate da una guida fiorentina, Dante Alighieri.

In una breve avventura di 12 pagine il gruppo si dovrà confrontare con un enigma matematico: un gioco da ragazze proprio.

Volete leggerlo? Volete sentirmi balbettare di come l’ho scritto? Volete sentire invece un’intervista ad Alice Milani? Ben più plausibile: allora venite a Napoli questo sabato, al Carnevale della Matematica.

Io sarò lì a rispondere tra un’aragostina alla ricotta e una pizza. Uno spettacolo imperdibile.