Mucche cittadine e bozzetti: la newsletter di Aprile

Nella gif a loop continuo che è diventata la mia vita

quasi mi ero persa che stavamo arrivando alla fine del mese e che dovevo scrivere questa newsletter. Per fortuna poi è stato il 25 aprile (ehi auguri!) e sono andata a festeggiare con una passeggiata nei parchi cittadini, ho incontrato le mucche e ho pensato che ve le avrei raccontate in questa mail. Ah che bello, una frase in cui non sembro pazza per niente. Ma ora vi spiego.
A Cambridge infatti da Aprile a Settembre ci sono le mucche a pascolare in città, ed è una delle cose che mi potrebbero convincere a vivere qui per sempre.

(Fra l’altro hanno anche un account Twitter, se siete quel genere di persone)

Ciao a tutti! Spero di ritrovarvi ancora bene, e ai nuovi arrivati: vi assicuro che non parlo solo di mucche! Non disiscrivetevi subito!
Di solito in questa prima sezione vi racconto un po’ che cosa mi è passato per la testa durante l’ultimo mese; purtroppo questa volta l’onesta risposta è: il vuoto assoluto. Zero. Uno degli effetti della quarantena su di me è stato una totale sospensione celebrale, e l’unica cosa su cui mi sono riuscita a concentrare è il lavoro.

Non è nemmeno una cosa brutta eh (e oddio, non farò finta che di solito il mio cervello partorisca idee davvero degne di essere lette). È solo un po’ limbo, attesa.

Per fortuna però, il lavoro è stato bello e variegato, e vale pure la pena raccontarvene un pezzetto. Chi mi segue sui social avrà visto questo progetto fatto con Francesca Cavallo, mentre a Maggio uscirà il nuovo numero della rivista Education in Chemistry (della Royal Society of Chemistry) con dentro 9 mie illustrazioni e fuori la copertina fatta da me. Wiiii!
Ora, non so se vi può interessare, ma quando ho iniziato a pensare di fare la newsletter mi ero immaginata che qualche volta avrei potuto parlare del processo dietro al mio lavoro: visto che questo progetto mi è piaciuto molto, facciamo che vi racconto una illustrazione dalle bozze al definitivo. Se poi vi annoio ditemelo e smetto.

L’articolo parlava di come le varie piattaforme e software messi a disposizione per l’insegnamento da remoto (la rivista è per insegnanti di chimica) possano essere un’arma a doppio taglio: se da un lato facilitano il compito di insegnare da lontano, possono essere anche troppe e invadenti e districarcisi non è facile.
Io volevo dare l’idea dell’essere sommersi dalle troppe notifiche e della necessità di trovare un equilibrio in questa nuova condizione. Ecco due doodlini fatti mentre riflettevo per trovare l’idea giusta:

Che, come tutte le idee che si rispettino, mi è arrivata in uno dei due momenti in cui il cervello lavora bene: sotto la doccia, o in dormiveglia.

È andata proprio così. Il giorno dopo ho fatto la bozza:

che le art director hanno approvato chiedendomi però di incentrarla più sull’insegnamento, e quindi di togliere i social network a favore di piattaforme più adatte. E questo è il definitivo.

Fra l’altro questa illustrazione ancora non è stata pubblicata, ma le art director sono state così carine da permettermi di mostrarvela in anteprima, però per favore tenetevela per voi. Questa poi è anche una delle ragioni per cui di solito faccio fatica a parlarvi delle cose che sto facendo: ad esempio questo mese ho lavorato anche ad altri progetti di più lungo respiro o ancora non pubblicati, ma che ve ne parlo a fare se non posso farvi vedere nulla?

Ma basta parlare di me
perché vi devo presentare

Una persona
Guardare video di DIY come modo per rilassarsi è una delle cose che mi unisce a mio nipote di cinque anni. Non vedo l’ora che diventi un po’ più grande e impari l’inglese per presentargli Simone Giertz, Queen of Shitty Robots e mia fidanzata immaginaria.
Giertz costruisce cose, divertenti o immensamente fiche, oppure entrambe. Questo è il mese di entrambe: guardatevi il video, non vi anticipo nulla, tranne il fatto che il dettaglio del pattern sulla cravatta come speaker mi fa venire il solletico agli occhi.

Ah, se non la conoscete, fatevi un piacere e guardatevi pure il suo Ted Talk o leggete questo articolo. La sua vita non è solo di cose belle (ha avuto un tumore al cervello) ma proprio per questo è un esempio umano di grandi proporzioni.

Due minuti interessanti al giorno.
Se fate parte della mia bolla social l’avrete già vista ovunque quest’ultimo mese, ma mi convinco che ci sia ancora qualcuno che non l’ha ancora sentita nominare: sto parlando di Chiara Alessi e del suo format Design in Pigiama. Sono video di due minuti in cui Alessi racconta un oggetto di design e la sua storia. È bravissima, e ha pure delle magliette molto belle: se quelle sono i suoi pigiami non voglio sognare cosa è il suo guardaroba intero.

Gente, io qui vi saluto. Ci risentiamo a fine Maggio? Dai. Buona giornata!

fatto! Ci sentiamo a fine maggio 🙂

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